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Francesco

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SCUOLA E DIRITTO ALLO STUDIO


Il diritto allo studio è una funzione molto importante che sta in capo anche ai consigli circoscrizionali del Comune di Milano. La sua funzione principale deve essere essenzialmente di consentire l’accesso universale ai livelli di istruzione di base, e di permettere un successo formativo basato sul merito e non sulle condizioni sociali della famiglia di origine.


Sulla base di tali premesse, noi del Partito Democratico riteniamo che la distribuzione dei fondi del diritto allo studio debba essere programmata in modo da favorire le scuole che hanno un’utenza proveniente dalle fasce sociali più deboli o disagiate, in modo da cercare di riequilibrare il loro svantaggio sociale, perseguendo in questo modo una politica di eguaglianza delle opportunità.
Al riguardo, il Consiglio di zona ha due modalità di destinare i fondi per il diritto allo studio: tramite un’elargizione diretta alle scuole proporzionalmente agli alunni (c.d. “pro-capite”) oppure a fronte di progetti specifici con costi anticipati dalle scuole e poi rimborsati successivamente dal Consiglio. Le due modalità sono complementari.


La diversa situazione delle scuole consente una conseguente diversa opportunità di accesso al credito, e quindi una differenziazione nell’importo dei progetti presentati derivante dalle diverse condizioni delle scuole. Questa differenza viene pagata non dalle scuole, ma dagli alunni. Per questo motivo ritengo che si debba utilizzare particolare prudenza nella definizione delle modalità e della quote rimborsabili ai progetti, per non arrivare alla situazione che gli alunni delle scuole più “ricche” siano di fatto avvantaggiati rispetto agli studenti delle scuole più “povere” (scuole private vs pubbliche, scuole centrali vs periferiche, scuole materne vs scuole superiori).


Sulla scorta di tali criteri, insieme al mio gruppo, mi sono sempre impegnato per:

  • definire dei tetti di rimborsabilità inversamente proporzionali alla cifra spesa per il progetto;
  • stendere le “linee guida” (dirette alle scuole allo scopo di orientare i progetti) in modo da “privilegiare” i progetti rivolti al sostegno degli alunni che si trovino nelle situazioni di disagio;
  • introdurre un criterio nell’erogazione dei fondi proporzionale al numero di studenti provenienti da famiglie straniere o nomadi, considerandolo come un valido indicatore del disagio sociale dell’utenza della scuola;
  • estendere la concessione di fondi pro-capite in ragione delle situazioni di disagio economico prendendo come indicatore il numero degli alunni soggetti, ai fini della refezione, alla quota minima, nonché quelli esenti totalmente;
  • prevedere, nell’ambito dei fondi pro-capite, l’attribuzione di risorse in relazione alla diversa necessità espressa dai vari gradi delle istituzioni scolastiche (materne, elementari, medie e superiori);
  • limitare l’assegnazione eccessiva di risorse ai progetti.

Ecco le mie proposte formalizzate nel 2007 e nel 2008.

 

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In aggiunta a ciò, nel corso degli ultimi anni, le politiche della destra (v. Moratti e Gelmini) hanno riservato alla scuola tagli di risorse cospicui, diminuendo il numero degli insegnanti di sostegno e abbattendo la qualità dell'istruzione. In zona mi sono battuto affinché il Comune di Milano destinasse delle risorse aggiuntive alle scuole, in modo da attenuare gli effetti negativi delle politiche del Governo Berlusconi (v. nostra proposta di Giugno 2010).